My Swimbody

          Il problema degli stereotipi è che diventano facilmente, e sfortunatamente, dei modelli di vita. Quante di voi hanno rincorso le misure 90-60-90? Quante di voi hanno seguito diete assurde pur di perdere qualche chilo?
Molte, ne sono sicura. Io sono una di quelle. Lo capisco. Lo capivo. Ora non più.

          Quest’estate per promuovere la nostra campagna sull’accettazione del proprio corpo – imperfetto, così com’è – abbiamo organizzato un gioco, un contest, sulla nostra pagina Facebook. Abbiamo chiesto alle ragazze che ci seguono con entusiasmo e, a volte, con timidezza, di inviarci delle loro foto in costume, delle foto al mare, in piscina, nessuna limitazione, una sola regola… il sorriso. Sono accorse in tante, felici ed orgogliose di mettersi il gioco, di mettersi alla prova divertendosi. Una sola vincitrice, decretata dagli utenti della pagina attraverso dei semplici like.
Stephanie Adwan, la nostra meravigliosa #curvyfranoi che ha vinto il contest estivo. Una meravigliosa giovane donna, soli ventisette anni, ed un mondo da raccontare. Stephanie vive a Riano, nella periferia romana. Ho avuto il piacere di parlare con lei e di rendermi conto come, sotto i riccioli e gli occhi verde prato, si nasconda una donna altruista, una ragazza che ha dovuto lottare per arrivare ad accettare ciò che è, ciò che era. Le sue parole mi hanno colpita e mi hanno fatto ripensare a quanto sia meraviglioso e complesso il mondo femminile e la capacità di ogni donna, nei momenti più drammatici, di reagire e sorridere.

          «Fino a un anno e nove mesi fa pesavo 105 kili. Attualmente ne peso 70. Non sono mai stata magra e piccola, ho sempre avuto problemi col cibo. Dopo aver subito una brutta delusione amorosa ho deciso di cambiare. Cambiare non significa comprare vestiti nuovi o cambiare colore ai capelli. Il tipo di cambiamento che volevo doveva partiva da dentro. Attualmente non voglio scendere ancora», è quello che mi ha detto Stephanie nella nostra piacevolissima chiacchierata. Ciò che però mi ha colpito, è stato ciò che ha detto dopo. «Mi piace quando mi guardo allo specchio. Quello che so io è che curvy non è necessariamente una taglia, curvy è come ci si sente rispetto al mondo, quando ti giudica o quando capisce che vali a prescindere dal tuo peso. Per arrivare a questo ho affrontato un lungo percorso, spesso da sola, che mi ha portato a realizzare che sto bene quando sento di stare bene con me stessa e non contano le parole degli altri, conta solo quello che sento dentro.»

          Guardarsi allo specchio e trovare bello ciò che viene riflesso, me ne rendo conto, è molto difficile. Ci sono donne che lottano anni per riuscire ad indossare un vestito senza leggins, o indossare maglie che scoprano i fianchi larghi. A quante di voi capita? A me, continuamente. La perenne lotta contro lo specchio. Un giorno ti senti meravigliosa, il giorno dopo i chili in più ti sembrano così che è come se nel tuo corpo ci fossero due persone. Ecco, io penso che Stephanie debba essere un esempio, ognuna di noi dovrebbe riuscire a guardarsi allo specchio e pensare “bella, bella tutta”.

          Non trovate?

         «Vorrei poter dire ad ogni ragazza che è perfetta così com’ è, ma io so che non è vero. Ogni ragazza è perfetta solo quando ride.»

 

In foto Stephanie Adwan, vincitrice del contest.

 

Maria Rosaria Diaferio

 

 

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